Per il 2779° natale di Roma, il collettivo ha deciso di pubblicare una silloge di dieci poesie in romanesco di Jacopo D'Andrea, che avevamo già pubblicato su Altre Poesie Itineranti con i suoi disegni e i suoi haiku. Ringraziamo ancora Jacopo per averci dato la possibilità di pubblicare i suoi testi per la terza volta (oltre ad API lo trovate anche sulla nostra webzine, Venire alla Luce), ma soprattutto per averci dato l'opportunità di festeggiare con Roma il suo compleanno. Con estrema gratitudine, il collettivo. A casaccio Er fioraro venne li crisantemi in mezzo a 'e rose. Nun ce so capoccia tra 'ste stelle. So ammucchiati, come sarde de pesciarolo. Noi nun mischiamo mai. I bianchi pe' rispetto de chi se n'è ito; 'e rosse pe' chi ce vó, senza chiede. Tutto a casaccio, quello che nun capimo. Lo chiamamo sorte. Diceva uno. E me sa che c'ha preso. Er girotonno La capoccia mia è 'n serajo. Ma la chiave è de cioccolata. Se la so magnata. I pensieri ...