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Showing posts with the label Altre poesie itineranti
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  Vuoto 288 fuori dalla finestra gennaio freddo alle caviglie sento uno che dice: “orribile” libro di lettura nomi di bambini cane rincorre palla a velocità Supersonica [morte si infiltra nella pancia] gambe a duecento battiti al minuto. bottiglia di plastica vuota distesa su un fianco [vorrei vederti di sfuggita] tovaglia cerata con i pesci azzurri rumore di carta stropicciata la matita più piccola del mondo [anche senza che tu mi veda vorrei vederti]. il bambino che leggeva forse non ha capito qualcosa. le chiavi di casa un fazzoletto di carta usato l’astuccio aperto le penne blu forse rosse una due gomme [due punti voglio solo sapere che esisti ancora] Il golfo di Terracina e quello di Gaeta sono due golfi diversi. [respingente, sei respingente] forse sotto le coperte i calzini troppo corti [verifiche di italiano l’amor cortese] foto inviate alle due di notte settantotto quadratini [vivere è solo un insieme di cose da fare?] Vuoto 85 Solitudine assolata degli inverni annoiata ne...
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  Testi poetici tratti da  Gusci di noci (Edizioni Thyrus, 2023) Matrescenza   Essere madre è diventare madre.   Da donna farsi chiocciola, portare casa alla propria casa: farsi mucca, essere cibo, venire mangiata.   Diventare scimmia, usare braccia per sostenere, dita per pulire gli occhi, gli orecchi, la pelle.   Diventare fango per la tana. Diventare altri animali ignoti: cambiare la pelle come il serpente saggio – senza veleno – rinnovarsi.   Essere madre è diventare madre.   Attraversare ogni cambiamento fino a trovarsi il corpo, la persona che non c’era, l’essenza nella cera della nuova vita vera. * Due febbraio     Bianco, tu sei: la luce.   Convito di colori dentro un nido.   Straminee linee e voli di carta verticali:   la pagina che tace perché tutto contiene   senza che la recinga   l’inchiostro pervicace.   Bianco, tu sei: la luce. La nuvola che mi conduce   l’ostro dal Mezzogiorno:   bo...
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SOPRAVVIVERE AL DILUVIO Tormenti filtrati da occhi spioventi sulle mie guance trasparenti. Li raccolgo nella bocca illudendomi di poterli conservare, fingo di dimenticare il foro sul fondo del recipiente e il suono della pioggia battente che mi costringe a uscire allo scoperto. *** Tornano gli inediti di Arturo Grieco. Trovate la sua bio con il suo primo inedito,  SPERANZA e un secondo inedito per Altre Poesie Itineranti ,  AFFIORARE. Il testo è accompagnato da una foto di  Anna Antonaci.
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Per il 2779° natale di Roma, il collettivo ha deciso di pubblicare una silloge di dieci poesie in romanesco di Jacopo D'Andrea, che avevamo già pubblicato su Altre Poesie Itineranti con i suoi disegni e i suoi haiku. Ringraziamo ancora Jacopo per averci dato la possibilità di pubblicare i suoi testi per la terza volta (oltre ad API lo trovate anche sulla nostra webzine, Venire alla Luce), ma soprattutto per averci dato l'opportunità di festeggiare con Roma il suo compleanno. Con estrema gratitudine, il collettivo. A casaccio Er fioraro venne li crisantemi in mezzo a 'e rose. Nun ce so capoccia tra 'ste stelle. So ammucchiati, come sarde de pesciarolo. Noi nun mischiamo mai. I bianchi pe' rispetto de chi se n'è ito; 'e rosse pe' chi ce vó, senza chiede. Tutto a casaccio, quello che nun capimo. Lo chiamamo sorte. Diceva uno. E me sa che c'ha preso. Er girotonno La capoccia mia è 'n serajo. Ma la chiave è de cioccolata. Se la so magnata. I pensieri ...
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Notturno Serrate le ciglia Accatastata la luce Si dissolve nel regno dell’inaccettabile Dove letame è profumo di rose. Si annulla dentro lentiggini di senso Nell’espanso universo dei diamanti Graffi sugli avambracci E sangue, ardore, invidia E sesso, fra uguali o disuguali, Copioni inammissibili e possibili al contempo. La seppellisce la luce Un filo, fioco, alle cinque e trenta in punto Nella serranda rotta del numero sei. La seppellisce la luce La luce di un pertugio. Sonniferi  Prima di addormentarsi lei Lo sottraeva al mondo delle idee Delle idee delle idee. Disadorno, Lo ancorava a sé. Precipitavano veloci  In abissi di onde lente. Feroci, Facevano l’amore. Al risveglio lo riponeva Nella nicchia sacra. Poi, decomposta, Si dissolveva Nei suoi frantumi di realtà. (Orsogna 30 luglio 2025) ACLS (Corso di rianimazione cardio-polmonare) (25/9/25) Ho bisogno di appoggiare Sulla carta Questi pezzi di me Per riportarmi in vita Ho bisogno di rientrare Per una strada obliqua Mater/M...
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  AFFIORARE Gronda cascate di oro il sole ed elettrica è la sua figura, salute per noi sprovvisti di vigore che ne beviamo e poi estraiamo il mordente, per noi che ci lasciamo trascinare dall’urgenza del giglio in direzione della sorgente. *** Tornano gli inediti di Arturo Grieco. Trovate la sua bio con il suo primo inedito,  Speranza. Il testo è accompagnato da una foto di Anna Antonaci.
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Fossettes emmitouflées   Les frissons du désir ont parcourus mon corps je me rappelle de ce jour comme si c’était hier, même si ça l’était pour moi en tout cas Nos regards se sont croisés la légère caresse du vent est venue s'emmitoufler dans tout cela venant révéler tes somptueuses fossettes Cet échange de regard que je n’ai en réalité jamais oublié, malgré moi fut naître quelque chose qui fut vain et univoque, telle une voie sans issue Tu représentes la douceur dans sa plus grande noblesse Fossette imbacuccate   I brividi del desiderio percorrevano il mio corpo mi ricordo di quel giorno come se fosse ieri, anche se per me in ogni caso lo era I nostri sguardi si sono incrociati la carezza leggera del vento è arrivata ad avvolgere, svelando le tue splendide fossette Quello scambio di sguardi che in realtà non ho mai dimenticato, mio malgrado fece nascere   qualcosa che fu vano e univoco, come una via senza uscita Tu rappresenti la dolcezza nella sua massima nobiltà * Ezhe...