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Showing posts from November, 2025
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Non ha voglia di fare un cazzo come quelli del sud borbotta. Poi spedisce altre ingiurie al creato. È questo libro che mi rende amaro   già dal titolo, la pura superficie, le persone come fantasmi sui tram, lui come un fantasma mentre parla coi colleghi mentre ascolta gli amici mentre guarda la figlia poi lo specchio poi se stesso, negli anni, fra molti anni. Prima i figli di madri e padri innamorati poi quelli con le mani e con le idee con le ragazze senza paura che manchino i soldi per il weekend. Ora che è più grande tutta questa gente si è spostata di una fila ora invidia chi ce la fa in due, al massimo un gatto o un cane fanno l'orto sistemano il legno riaggiustano le loro case. Li vedi che girano in bici o li incroci, tu in auto loro a piedi. Sorridi, ti sorridono. Passeggiano come appena usciti da un bosco o da un campo, da un dipinto di uno sconosciuto e non vogliono nulla da te. * È da tre mesi che dormo con gente riempio bicchieri a ignoti strappo le pellicine seccate sul...
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Dovresti accorgerti, ora, del vento che schioma le fronde –  che sposta il piede dall’asse,  che svola il falco di fronte. Dovrebbe importarti, quindi, di ogni pezzo che si nasconde –  uno disperso tra le ombre,  quello inconcluso sul bordo,  l’altro atteso qui nel mondo. Dovresti chiederti, forse, se dal fondo ci sia ritorno –  se distrarsi non sia poi un inganno,  se ritagliarsi parole non sia un furto. Dovrebbe ricordarti, dunque, di legartele al polso –  affinché le muti in guadagno,  cosicché trattenga un possesso,  perché ricostruisca un posto. * Un breviario di lingue ti dice il mondo,  un rimario di formule vecchie e nuove  da trascrivere attento nel tratto del sangue,  incantesimi per colmare il divario  e da scagliare intento sopra il calvario. Ma se vorrai usare la parola  davvero sul tuo percorso dovrai  stilare con cura ben altri volumi: Un bestiario per maturare lo scempio.  Un cifrario a ...
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Basterebbe una sola poesia a comprovare la forza di questa raccolta, basterebbe una sola lettura a giustificarne l'immensa testimonianza poetica. Che cos'è la poesia se non una parola vera tra tante menzogne? Che cos'è l'arte se non uno strumento per dare voce a chi una voce non sa di averla? A cosa può mai servire il privilegio della scrittura se non estendiamo i suoi effetti benefici su chi non ne ha? Far parlare, attraverso la nascita di un figlio, un’intera umanità; cosa può mai esserci di più essenziale e difficile? Riscoprire oggi la poetica di Bertolt Brecht ha un sapore necessario, come quello di un cibo appena sfornato per uno stomaco affamato. Esattamente per questo, Poesie politiche di Bertolt Brecht edito nel 2014 da Giulio Einaudi Editore, è stato scelto da Giulia per la rubrica del Collettivo di questa settimana. Ninne-nanne 1 Quando ti partorii, già i tuoi fratelli strillando volevano una minestra, e io però non l’avevo. Quando ti partorii, non avevamo s...
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Sei da sempre la neve che tutti i mari  si contendono come miracolo  dell’apparire del tempo,  hai reso casa i relitti  abbandonati negli strati di silenzio  dove si nascondono le anime accarezzate,  hai provato con il mio a rendere sacro  il cuore opaco di un fantasma. * Ognuno ha un tempo diverso di sognare  senza alcun incastro certo di orari  per approdare nei luoghi senza ali,  tutti a leggere nelle lancette i rifugi  più sicuri sotto i tremori traballanti della terra.  Alcuni chiedono ai morti il senso  delle proprie pieghe, le deviazioni  che trasformano i secondi in ora,  adesso, in eterno;  c’è chi si arrocca nelle fessure vuote  dei minuti e aspira alla cima del buio,  io ho deciso di abbandonarmi ai riflessi  dei giorni, i sogni che strabordano  di notte mi spaventano per le idee  che se ne cuciono all’alba.  Bisognerebbe alleggerire lo squilibrio,  travasare un ...
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A noi basti la gioia di canta re, di Massimiliano Bardotti (Italic Pequod, 2025 – nella collana Rive) è una raccolta il cui dono, viene indicato nella prefazione di Guadalberto Bormolini: “ha al cuore della sua preziosità il modo in cui riesce a veicolare alcune delle idee più rivoluzionarie per l’epoca in cui viviamo.” Eleonora, che ha scelto di recensire questo libro per il Collettivo Sincronie e qui ne scrive, è parzialmente d’accordo con questo assunto: non sono le idee ad essere rivoluzionarie – sono le idee più antiche del mondo e dell’uomo che lo abita – ma è la voce eccezionalmente cristallina del poeta che le canta a renderle rivoluzionarie; facendosi megafono e portavoce il poeta ricorda a tutti noi cosa importa davvero. La raccolta di Massimiliano Bardotti è un piccolo scrigno diviso in dodici sezioni, in cui si alternano poesie e prose poetiche in un percorso fluido e lucido. Già dall’apertura di ogni sezione il poeta ci dice quanto amore c’è nell’abitare il mondo della poe...