«Ci sono libri che attendono con noi, Mille candele danzanti, di Christian Bobin, edito da AnimaMundi Edizioni nel 2022 è uno di questi. A chi non capita di rimandare le cose importanti? Leggere Bobin mi era stato consigliato molto tempo addietro da un mentore-amico e, come tutte le cose essenziali, era rimasto in attesa. Era un giorno di sole di febbraio, il treno tardava ad arrivare.»
È un passante come gli altri, nell’incertezza e nel tremolio della propria vita. Di giorno dorme, dorme quel sonno comune a chi lavora per forza. Di notte veglia, di quella veglia speciale vicina agli angeli. Scrivendo, non cerca la consolazione, ma la verità, che è il contrario della consolazione.
Nessuna idea da dove partire, solo la consapevolezza di doverlo fare. È per pura attrazione che tra le mani di Giulia arriva Mille candele danzanti e non un altro dei tanti titoli che impreziosiscono le collane di questo attento editore. È molto più semplice capire perché ne fu rapita e perché l'ha scelto questa settimana per la rubrica del Collettivo Sincronie.
A cosa serve leggere. A niente o quasi. È come amare, come suonare. È come pregare. I libri sono dei rosari d'inchiostro nero, ciascun grano dei quali ti scorre tra le dita, parola dopo parola. E cos'è esattamente pregare. È fare silenzio. È allontanarsi da sé nel silenzio. Forse è impossibile. Forse non sappiamo pregare come bisogna: sempre troppo rumore nelle nostre labbra, sempre troppe cose nei nostri cuori. Nelle chiese non prega più nessuno, tranne le candele. Si dissanguano. Consumano tutto il loro stoppino. Non trattengono nulla per sé, danno ciò che sono e questo dono si trasforma in luce.
La più bella immagine della preghiera, la più chiara immagine delle letture, sì, sarebbe quella: il consumarsi lento di una candela nella chiesa fredda.
Non esiste un periodo giusto per leggere questo libro, è lui che si adatta a voi. Sapete quei libri che custodite con cura, che andate a rileggere ad ogni momento di bisogno, per cercare risposte, per rispolverare le domande. Quei libri sempre adatti per voi e a chiunque vi chieda consiglio. Quei libri adatti alla vita, appunto. Ecco, Mille candele danzanti è quel tipo di libro e molto, molto altro.
Non c'è nient'altro da comprendere che sé stessi nella vita. Non c'è nient'altro da conoscere.
…
Con la parola nuda torna ogni verità. Con la verità torna tutta l'anima.
Le sue parole sono ospiti della collana Scrittura nuda - 19 - , esattamente lo stesso tipo di scrittura usata dall’autore nel raccontare le sue storie: nove brevi racconti sul senso profondo del vivere, sullo sguardo prezioso di un poeta sulle faccende del mondo. Ogni storia un messaggio, tra le storie un filo rosso invisibile: l'amore e la poesia. La poesia che si fonde alla prosa, a suggello di quell'amore che unisce e mai divide, un amore tangibile al punto da accompagnare il lettore verso un mondo altro, fatto della magia del vivere in maniera piena.
L'amore, e la poesia che è la sua coscienza aerea, la sua più umile figura, il suo volto al risveglio, è profondità dell'attesa.
La sensazione che attraversa la lettura di Bobin è di calma e riconoscimento. La poesia abita ogni pausa, ogni scelta di punteggiatura. Pervade la parola, pur nella sua forma prosastica. Brilla, riluce, incalza, accoglie: si fa sentire in tutta la sua verità.
Non sei la causa della mia solitudine. Mi dormiva dentro ben prima di te.
Tu sei ciò che, per averla risvegliata, le rassomiglia di più.
Una storia dopo l'altra, le pagine scorrono, la sensazione di volerne sapere di più, di aver bisogno di andare avanti, mista alla sensazione di volersi fermare, per non arrivare troppo in fretta alla fine.
Certe letture meritano scenari adeguati, un treno che rincorre lento il tempo non sembra essere il suo.
E invece, di nuovo stupore.
Davanti a questo nulla di paesaggio prendi coscienza dell'uomo fabbricato in serie, dell'uomo assente: va da Parigi a Tokyo, da Tokyo a New York. Va dovunque sulla terra elettrica, come un cadavere sparso nella sua morte. Prende treni. Prende dei treni che vanno da un punto a un altro.
Dal nulla al nulla. Nel suo precipitarsi porta il vuoto. Ogni volta che parla, sente solo sé stesso. Per lontano che vada, troverà solo sé stesso. Sporca di grigio tutto ciò che attraversa. Dorme in ciò che vede. Ti dici: queste persone che viaggiano tanto non fanno più un solo passo. Non vanno avanti, mai. Per vedere bene una cosa bisogna toccare il suo contrario. Non hai mai saputo vedere diversamente: attraverso l'ombra arrivi alla luce.
Christian Bobin apre al lettore il suo sguardo, permettendo a chiunque il dono di un'intima introspezione. Se risuoni il dono è talmente vivido da affezionarti, come un inebriamento amoroso, tanto da farti venire voglia, com'è successo all'editore, di partire per cercarlo. Per poterlo vedere un uomo così, per andarlo a trovare e cogliere la sua grazia. Per rubarne un segreto, respirando la sua stessa aria. Sono grata che qualcuno abbia incontrato le sue parole quando era ancora tempo, che abbia sentito la sua anima conficcata sulla propria pelle, che abbia avvertito quell'ardore incontenibile, che abbia dato spazio al coraggio e abbia permesso anche a noi, oggi, di godere di quel viaggio.
Come fare. Intanto, cominciare da quello che è più urgente: non puoi continuare ad uscire così, senza un'anima da metterti, senza una risata in fondo agli occhi.
Quel treno che aspettavo è arrivato, mi ha portata decisamente più lontano di dove credevo di dover andare. È sempre così, con la poesia.
Quello che ti tocca in questa scrittura è ciò che ti tocca in compagnia dei bambini: una presenza vera di tutto, una maniera di essere al mondo che rende il mondo leggero.



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