Vuoto 288
fuori dalla finestra gennaio
freddo alle caviglie
sento uno che dice: “orribile”
libro di lettura
nomi di bambini
cane rincorre palla a velocità
Supersonica
[morte si infiltra nella pancia]
gambe a duecento battiti al minuto.
bottiglia di plastica
vuota distesa su un fianco
[vorrei vederti di sfuggita]
tovaglia cerata con i pesci
azzurri
rumore di carta stropicciata
la matita più piccola del mondo
[anche senza che tu mi veda
vorrei vederti].
il bambino che leggeva
forse non ha capito qualcosa.
le chiavi di casa
un fazzoletto di carta usato
l’astuccio aperto
le penne blu forse rosse una
due gomme
[due punti
voglio solo sapere che esisti ancora]
Il golfo di Terracina
e quello di Gaeta sono due golfi diversi.
[respingente, sei respingente]
forse sotto le coperte
i calzini troppo corti
[verifiche di italiano l’amor cortese]
foto inviate alle due di notte
settantotto quadratini
[vivere è solo un insieme di cose da fare?]
Vuoto 85
Solitudine assolata degli inverni
annoiata nella casa al mare;
dalle finestre spicchi di luce
fanno strizzare gli occhi.
Alle pareti fotografie di morti.
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Giulia Debenedettis è nata a Roma nel 1989. Si è laureata in Studi Italiani ed Europei all’Università di Roma La Sapienza con una tesi sulla poesia amorosa in Leopardi e Gozzano. Scrive da quando era adolescente. Insegna Italiano e Latino nella scuola secondaria di secondo grado, e ha tenuto per tre anni un laboratorio di scrittura poetica aperto a docenti e studenti, dove leggere e scrivere poesia, individualmente e collettivamente. Oltre agli studi universitari si è formata sulla poesia contemporanea autonomamente, frequentando un corso in presenza dell’Accademia di scrittura Molly Bloom, e alcuni corsi online del Centro Scritture di Roma.

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